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Inaugurata la nuova Executive Vip Lounge del 'Karol Wojtyla'


BARI - Più comfort, più spazi, ma soprattutto servizi esclusivi per l'attesa in aeroporto dei clienti business traveller e frequent flyer e per migliorarne l’esperienza di viaggio. E’ questo il concetto alla base della nuova Executive Vip Lounge dell’Aeroporto Karol Wojtyla di Bari, inaugurata questa mattina dal presidente di Aeroporti di Puglia, Tiziano Onesti, dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e dal sindaco di Bari, Antonio Decaro.

“Oggi raggiungiamo un altro importante traguardo – ha commentato il presidente di Aeroporti di Puglia, Tiziano Onesti – e mi fa piacere che ad inaugurare l’Executive  Vip Lounge sia Anna Dello Russo, professionista pugliese, conosciuta nel mondo, che non ha mai tradito le sue origini, mantenendo ben salde le sue radici. Attraverso il suo lavoro e la sua fama, è non solo simbolo dei pugliesi all’estero, ma anche icona che accresce il prestigio internazionale della Puglia. L’aeroporto di Bari eccelle sempre più per elevati standard di qualità dei servizi e delle infrastrutture, grazie al lavoro sinergico di tutta la squadra e al sostegno, costante, della Regione Puglia. Siamo convinti – ha continuato Onesti – che la nuova Executive  Vip Lounge, realizzata con l'innovativa formula del co-marketing, possa rappresentare un luogo di scambio, di confronto, ma soprattutto un'isola felice, nella quale cogliere appieno i profumi e i sapori della Puglia, prima di lasciarla per altre destinazioni. Abbiamo voluto che al suo interno tutto parlasse di Puglia, perché la sua la bellezza e il suo patrimonio storico, artistico e culturale ci inducono a credere che abbiamo intrapreso la strada giusta per continuare a crescere ed essere credibili sul mercato. Abbiamo ancora obiettivi importanti da raggiungere. Per questo, l'inaugurazione di oggi, rappresenta solo uno dei tasselli di un lavoro ancora più complesso che, tutti insieme, stiamo facendo per rendere Aeroporti di Puglia un top global brand. A tal proposito, sento di ringraziare tre aziende che rappresentano un’eccellenza della regione Puglia e che hanno lavorato per la realizzazione della Executive Vip Lounge: Gaudio Spaziodesign srl, Max Divani della famiglia Ferri e Manzi Marmi. La nuova Executive Vip Lounge del Karol Wojtyla rappresenta tutto questo ed è un prezioso biglietto da visita per tutti coloro che transiteranno dallo scalo barese”.

“Con l’inaugurazione, questa mattina, della Executive Vip Lounge dell’aeroporto di Bari, aggiungiamo un altro tassello per offrire a visitatori e turisti che arrivano da tutto il mondo maggiore qualità dei servizi delle nostre infrastrutture aeroportuali, ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Sono orgoglioso anche di annunciarvi che a breve, sempre qui in aeroporto, nei locali attualmente in uso al Pronto Soccorso, inaugureremo una postazione bariatrica, in modo da consentire a tutti i pazienti di essere assistiti al meglio. La stessa attenzione con cui lavoriamo allo sviluppo dell’aeroporto di Bari – ha concluso Emiliano -  viene dedicata all’aeroporto di Brindisi e di tutti gli altri scali della rete aeroportuale regionale”.

Alla Executive Vip Lounge possono accedere i titolari delle fidelity card Aeroporti di Puglia - TOP e PLUS -  i passeggeri business e frequent flyer dei vettori che hanno sottoscritto un accordo di accesso alla Executive Vip Lounge con Aeroporti di Puglia, al momento: Gruppo Lufthansa (Luftansa, Swiss, Austrian); Air France, esclusivamente per i voli operati dalla compagnia francese; S7; Iberia Express; Turkish Airlines e i titolari di card ‘Priority Pass’

“Mettere a disposizione dei passeggeri infrastrutture aeroportuali – ha commentato Antonio Lattarulo, Direttore Aeroportuale Puglia – Basilicata ENAC intervenuto all’inaugurazione – non solo sicure, ma moderne e dotate di tutti i comfort, rende la permanenza maggiormente piacevole per gli utenti dello scalo. In questo contesto si inserisce l’inaugurazione odierna all’interno dell’aeroporto di Bari che va a favore non solo dell’ampliamento delle potenzialità dello scalo, ma anche della qualità dei servizi resi ai passeggeri”.

A realizzare la Executive  Vip Lounge dell’aeroporto di Bari, con l’innovativa formula del regime di sponsorizzazione, è stata la Gaudio Spaziodesign srl  di Molfetta, scelta da una commissione presieduta da Peter Benson Miller, direttore artistico dell’American Academy di Roma.

La nuova struttura, che si sviluppa per circa 200 metri quadrati nell'area imbarchi dell’aeroporto barese, è stata realizzata con materiali e finiture di pregio, ma soprattutto è stata pensata per consentire alla clientela un viaggio esperenziale tra i prodotti e le eccellenze pugliesi.  I clienti della Executive Vip Lounge potranno fruire di servizi di alto livello: una selezione dei migliori vini pugliesi e un menu pensato da chef stellati, a base di prodotti tipici del territorio. Per la sponsorizzazione del progetto, Gaudio si è rivolta ad aziende fortemente rappresentative del territorio con presenza radicata a livello internazionale. La Executive Vip Lounge è arredata con una serie di divani, posizionati uno di fronte all’altro in modo da favorire la conversazione.

“Sono molto orgoglioso – ha detto l'amministratore unico della Gaudio Spaziodesign srl, Gianbattista Gaudio - di aver avuto da Aeroporti di Puglia l’opportunità di mostrare l’evoluzione della nostra azienda ed il risultato, ancora in evoluzione, di essa attraverso la realizzazione della nuova Executive Lounge dell’aeroporto Internazionale di Bari. Lo sdoganamento della Puglia come regione dalle enormi potenzialità produttive in ogni campo dell’economia, dal settore agroalimentare al polo della meccanica di precisione e della meccatronica, passando per il tessuto sociale delle professioni e della tradizione artigianale, incluso naturalmente il settore legno/arredamento, è stato un percorso difficile ed è ben lungi dal configurarsi esaurito. Ci piace pensare che di pari passo a questo sviluppo sociale, economico e culturale del tessuto produttivo della nostra terra si sia evoluta l’attività della Spaziodesign srl, azienda della famiglia Gaudio, che partendo da una piccola ebanisteria di ‘provincia’, nell’arco di due generazioni si è affermata nel mondo come marchio di eccellenza. L’augurio per tutti – ha concluso Gaudio - è che la nuova Executive Vip Lounge dell’aeroporto di Bari possa da subito rappresentare un nuovo punto di partenza per la nostra azienda, oltre che una meritata gratificazione per ogni partner coinvolto nel progetto”.
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'Wake art festival Christmas edition': intervista a Giovanna Salvatore e Giuseppe Gimmi


MARTINA FRANCA - Torna il Wake Art Festival, questa volta per le festività natalizie. L'evento è a cura della Community di Condivisione Italia e si è svolto in collaborazione con Allegroitalia Martina Franca centro durante le giornate del 3, 4 e 5 gennaio.

L'apertura mostra è prevista per le ore 18 di venerdì 3 gennaio, la referente di Condivisione Italia per Martina Franca - Giovanna Salvatore - introdurrà gli artisti e i laboratori, ai quali seguirà alle ore 20 un reading a cura di Gianni Lenoci. Gli artisti che esporranno sono: Francesca Ricca, Lucia Fedele, Micaela Basile, Giuseppe Gimmi, Clara B., Elisa Erario, Manuela Calianno, Monica Passiatore e Oronzo Blonda.

Doppia presentazione letteraria in programma per il giorno seguente, 4 gennaio: lo scrittore martinese Davide Simeone dialogherà con la giovane autrice Monica Passiatore, mentre Giovanna Salvatore intervisterà Elisabetta D'Ambrogio. Letture a cura di Rosanna Buonfrate.

Il festival si chiuderà domenica 5 gennaio con la presentazione letteraria dello scrittore Antonio Di Pierro che dialogherà col giornalista Matteo Gentile alle ore 18:30, a seguire dj set e aperitivo a partire dalle 19.30!
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Siamo tutti obesi? Dieta 4.0?

Si, proprio così, siamo tutti dei potenziali obesi. Se non seguiamo una dieta o un programma dietetico (da un nutrizionista o medico laureato e iscritto all'ordine) sicuramente si acquista minimo 1,5 kg all'anno.

In quest'articolo ho voluto fare io a voi delle domande, proprio perchè sono convinto che è necessario fissare dei punti chiave per migliorare.

Come mai siamo tutti potenziali obesi?

Semplice, la vita di tutti i giorni, i cibi che compriamo, le festività: Natale, Pasqua, ecc. ecc... ci portano inevitabilmente a mangiare di più! Per non parlare dei compleanni matrimoni, aperitivi e battesimi.

Li avete mai contati? Quanti giorni realmente 'sgarriamo'?

Io ci ho provato con un mio paziente... Vediamo se indovinate che numero è uscito?

Su 365 giorni (anno solare) i giorni in cui potremmo trovarci a mangiare tanto e troppo sono circa:

180 giorni!!! Parliamo di un dato medio.

Praticamente circa il 65% dell' anno ci troviamo in situazioni ingrassanti?

Ci avete mai pensato?
Ci sono persone che superano questo valore tranquillamente senza accorgersene.

La verità dunque è che siamo tutti potenziali obesi! La situazione è allarmante perché si continua a dare colpa a nutrizionisti e medici, ma la verità è che non si è consapevoli.

Si continua a seguire stili di vita sbagliati, junk foods e assenza reale di macro/micro nutrienti.

Avete mai osservato i nostri anziani? Bene, voglio invitarvi a guardarli... La maggior parte sono con l'addome pronunciato, con un totale rifiuto per l'attività fisica, scarsi in vitamine e con un'alimentazione sbilanciata.

La cura farmacologica con l' aiuto del medico e del farmacista è fondamentale, ma perché non potenziarsi?

Perché non fare una dieta migliorativa ?
Perché non avere un corpo allenato e più performante ?

Perché non avere una vita potenziativa?


Per caso qualche entità ha detto che non si può? Non è scritto su nessun comandamento e libro che si deve stare peggio. Allora? Attivatevi...
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'Un regalo per un bambino': intervista a Rossana Rodà

MILANO 13 dicembre 2019. "Un regalo per un bambino" a cura dell'associazione Haziel. Intervista a ROSSANA RODA' (Presidente dell'Associazione Haziel e di Asigitalia). A cura di EDOARDO GIACOVAZZO. Montaggio video a cura di DANIELE MARTINI #associazionehaziel #milano #gdpwebtv

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'Un regalo per un bambino': intervista a Fabio Galesi


MILANO 13 dicembre 2019. "Un regalo per un bambino" a cura dell'associazione Haziel. Intervista a FABIO GALESI (Assessore Lavori Pubblici Municipio 8 Milano). A cura di EDOARDO GIACOVAZZO. Montaggio video a cura di DANIELE MARTINI. #associazionehaziel #milano #gdpwebtv

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Alzheimer? No please

di EDOARDO GIACOVAZZO - Con l’invecchiamento della popolazione, la malattia di Alzheimer e le demenze sono diventate patologie rilevanti per la salute pubblica. Si stima che circa il 4,7% della popolazione anziana ne sia affetta (Istat).

Cos'è l'Alzheimer? scopriamo meglio questa patologia neurodegenerativa
Dati allarmanti per una malattia che ancora  oggi è priva di una reale cura definitiva e risolutiva.

L'Alzheimer è un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive seguito da alterazioni comportamentali, personali e affettivi della persona affetta da questa malattia.

Attualmente non si ha una conoscenza completa di questo processo degenerativo celebrale e neppure delle cause che sono multifattoriali e complementari.

L' Alzheimer è caratterizzato principalmente da alcuni elementi specifici:

- presenza nel cervello di minuscole e numerosissime placche di beta-amiloide (Aβ)
- grovigli neurofibrillari di proteina tau-iperfosforilata (p-tau)

In condizioni fisiologiche la Aβ è normalmente presente sulla MCP della cellula e la P-tau sui microtubuli ha sia una funzione stabilizzatrice del citoscheletro sia la rimozione delle sostanze citotossiche.

Nell' Alzheimer la proteina tau-iperfosforilata e la beta-amiloide sono proteine iper-espresse  pertanto il cervello non riesce più ad eliminare.

L' accumulo di queste sostanze inizia a danneggiare le cellule cerebrali anni prima della comparsa dei disturbi cognitivi. La degenerazione cellulare coinvolge inizialmente la regione dell' ippocampo a livello cerebrale, area dedicata alla memorizzazione e all'apprendimento cognitivo, inseguito il danno coinvolge l'intera area cerebrale.

The clinical use of structural MRI in Alzheimer disease, Frisoni, G. B. et al. (2010). Nature Reviews Neurology

La presenza di queste sostanze insieme ad altre porterebbe alla morte cellulare dei neuroni con rilascio di sostanze proinfiammarorie e pro-apoptotiche. Fondamentale è la diagnosi precoce di questa patologia che viene eseguita attraverso dei markers specifici.

Questi markers possono essere classificati in due grandi categorie:

Misure del deposito di Aβ nel cervello: 
  • decremento dei livelli di Aβ42 nel liquido cerebrospinale 
  • incremento dei livelli di Aβ42 nel cervello rilevati alla PET con tracciante per l’amiloide.
Misure di neurodegenerazione:
  • incremento del livello di tau-totale (t-tau) e tau-iperfosforilata (p-tau) nel liquido cerebrospinale
  • ipometabolismo misurato attraverso tomografia a emissione di positroni con fluorodesossiglucosio (FDG-PET)
  • atrofia medio-temporale rilevata tramite Risonanza magnetica strutturale (RMN).


Una scoperta tutta italiana quella pubblicata su Cell Death and Differentiation del 2 Dicembre 2019, ad opera dei ricercatori della Fondazione EBRI Rita Levi-Montalcini, mostra dei risultati importanti per la cura di questa patologia.

E' stato individuato un' anticorpo (A13) che può favorire la crescita di nuovi neuroni, grazie alla capacità di neutralizzare la proteina beta-amiloide e in generale gli A-beta oligmeri.

Vista la gravità e la diffusione di questa malattia neurodegenerativa è fondamentale prevenire e mantenere attiva la nostra mente.

(2019 Oct; 20(19): 4661.Published online 2019 Sep 20. The Role of Protein Misfolding and Tau Oligomers (TauOs) in Alzheimer’s Disease (AD) Barbara M. at All, J M SCI)

(Centroalzhaimer.org)

(Plasma amyloid and tau as dementia biomarkers in Down syndrome:Systematic review and meta‐analyses Fallah A at All dev. neurobio. 2019)
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Epatite C: in Italia 146mila tossicodipendenti da diagnosticare

ROMA – Si stima che in Italia ci siano circa 280mila pazienti con virus da epatite C (HCV) ancora da diagnosticare, di cui circa 146mila avrebbero contratto l’infezione attraverso l’utilizzo anche pregresso di sostanze stupefacenti, 80mila mediante il riutilizzo di aghi da tatuaggi o piercing e 30mila attraverso trasmissione sessuale. È quanto emerge da uno studio* (aggiornato a novembre 2019) basato su un modello matematico presentato lo scorso novembre dalla dottoressa Loreta Kondili, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità, al Congresso annuale dell’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD).

Grazie al progetto HAND - Hepatitis in Addiction Network Delivery, che ha permesso di distribuire 2.500 test rapidi nei Ser.D. coinvolti, sono aumentati del 20% gli screening sui tossicodipendenti con epatite C e si stima che circa 1.000 pazienti potranno essere inviati ai centri di cura. HAND è il primo progetto pilota di networking a livello nazionale patrocinato da 4 società scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD), che ha coinvolto i Servizi per le Dipendenze e i relativi Centri di cura per l’HCV afferenti a 7 città italiane (Roma, Milano, Torino, Bari, Modena, Caserta e Catanzaro). Il progetto si è articolato in diverse fasi: campagna informativa su oltre il 90% dei Ser.D. nazionali, con 16mila materiali divulgativi; campagna di screening con 2.500 test salivari rapidi distribuiti; programma formativo multidisciplinare con più di 300 operatori sanitari coinvolti.

I risultati del progetto, realizzato da Letscom E3 con il contributo non condizionante di AbbVie, sono stati presentati oggi a Roma nel corso di un incontro dal titolo ‘La gestione dell’HCV in pazienti consumatori di sostanze’, che si è tenuto nella Sala degli Atti parlamentari in Senato. “L’Italia ha un compito estremamente importante che le è stato dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: eliminare l’infezione da HCV entro il 2030 - ha detto il direttore scientifico della SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), Massimo Andreoni - Per questo dobbiamo lavorare sulle popolazioni a maggior rischio epatite C, cioè su quei soggetti che fanno uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa. Il progetto HAND si muove proprio in questo senso, dimostrandosi un valido modello per il suo approccio multidisciplinare in grado di mettere in collegamento Ser.D. con i Centri di cura per l’HCV. La sfida più grande, oggi, è quella di far emergere il ‘sommerso’, andando a cercare le persone infette che ancora non sanno di esserlo. Un’altra priorità da mettere in atto è il referral, cioè creare collegamenti sempre più stretti tra Ser.D. e centri per il trattamento. Infine c’è il ‘linkage to care’, che ha l’obiettivo di fidelizzare il paziente fragile al centro, grazie a professionisti che sappiano seguirlo e rispondere alle sue esigenze”.

È dunque sui pazienti con infezione cronica da epatite C non ancora diagnosticati che è necessario focalizzare l’attenzione, soprattutto alla luce di un dato: ogni paziente non curato, che fa uso di sostanze per via iniettiva, hanno fatto sapere di recente gli esperti, potenzialmente è in grado di infettare circa 20 persone nell’arco di tre anni. Così, nonostante l’Italia sia tra i primi 12 Paesi al mondo ad aver intrapreso il cammino verso l’eliminazione dell’HCV entro il 2030, come indicato dall'Organizzazione mondiale della Sanità, allo stesso tempo rischia di non raggiungere questo obiettivo qualora non riesca a far emergere il ‘sommerso’. Per questo, concorda la comunità scientifica, c’è bisogno di un intervento immediato che preveda un aumento degli screening su tutto il territorio nazionale. Ed è in questa direzione che si è mosso il progetto HAND.

“Il progetto HAND si propone di dare la massima applicazione e migliorare i risultati dello sforzo straordinario che ha fatto l’Italia per curare i malati di epatite C - ha sottolineato il past president di FeDerSerD (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze), Pietro Fausto D’Egidio - e di farlo soprattutto nei confronti dei malati tossicodipendenti, che sono uno dei più grandi serbatoi di infezione e quindi anche di trasmissione di infezione nel nostro Paese. Per motivare pazienti di questo tipo penso sia fondamentale un approccio multidisciplinare, con strutture integrate e coordinate tra i vari attori, che in esse devono agire per fare la diagnosi, avviare alla cura e creare meno ostacoli possibili al paziente, che di per sé vive già una vita difficile, fuggendo dalle sue responsabilità. Per eliminare per quanto possibile l’infezione da HCV nella popolazione dei tossicodipendenti ci vuole allora esattamente il lavoro che sta facendo oggi HAND in collaborazione con le società scientifiche, promuovendo una sensibilità all’interno di ogni nucleo di lavoro, dai Ser.D. ai centri di cura”.

“I Ser.D. non curano soltanto la dipendenza, ma indirizzano il paziente ad uno screening completo per quanto riguarda l’epatite C - ha fatto sapere il presidente della SIPaD (Società Italiana Patologie da Dipendenza), Claudio Leonardi - Non solo: il loro compito è anche quello di monitorare in un secondo momento che la terapia affidata venga regolarmente effettuata dal paziente, garantendo, a due soli mesi di distanza dall’inizio, l’eradicazione completa del virus HCV nel soggetto affetto. L’utilità del progetto HAND risiede nella sua capacità di integrare le attività svolte all’interno dei Servizi per le dipendenze con quelle dei Centri di cura, ai quali spetta il compito di affinare la diagnosi iniziale di screening fatta dai Ser.D. (anche con test rapidi salivari) e, laddove necessario, far accedere i pazienti a terapie specifiche. Un approccio multidisciplinare è l’essenza della valutazione diagnostica, a maggior ragione in una malattia multifattoriale come la tossicodipendenza”.

“Il progetto HAND è certamente innovativo perché, per la prima volta, ha collegato i Servizi per le dipendenze ad altri settori della sanità, come l’infettivologia e la gastroenterologia- ha evidenziato infine il presidente della SITD (Società Italiana TossicoDipendenze), Luigi Stella - In questo modo i pazienti, una volta diagnosticati nei Ser.D., dove c’è un’alta incidenza della malattia dell’epatite C, vengono indirizzati ai Centri di cura specializzati per ricevere il trattamento con i nuovi farmaci. E vale davvero la pena sottolineare questa straordinaria innovazione che stiamo vivendo dal punto di vista della farmacologia- ha concluso- perché oggi con i nuovi farmaci è possibile guarire dall’epatite C”.

A moderare l’incontro, il giornalista Rai Gerardo D’Amico. Ha partecipato il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri; la vicepresidente della XII Commissione Affari sociali della Camera, Michela Rostan; la direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Roberta Pacifici; la ricercatrice dell’ISS, Loreta Kondili. E ancora: il presidente della EpaC onlus, Ivan Gardini, e i referenti dei Ser.D. e dei Centri di cura HCV coinvolti nel progetto HAND.

* “Estimated prevalence of undiagnosed hepatitis C virus infected individuals in Italy: a mathematic model to accurately measure HCV prevalence with a route of transmission granularity”, di Loreta A. Kondili, Massimo Andreoni, Alfredo Alberti, Salvatore Lobello, Sergio Babudieri, Antonio Saverio Roscini, Rocco Merolla, Walter Marrocco, Antonio Craxì.
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ONCOLOGY PART 2: PSICOLOGIA ONCOLOGICA


Il supporto psicologico nell'oncologia svolge un ruolo cruciale, un vero valore aggiunto, per ottenere un miglior risultato salutistico. Un' argomento delicato che ho voluto fortemente approfondire in questa seconda parte sull' oncologia.

Ho avuto il piacere di parlare di quest' argomento con la Dott. Lara Bellardita, Psicoterapeuta presso l' istituto nazionale tumori di Milano.


Nell' oncologia oltre alla terapia è necessario aggiungere un sostegno psicologico per ottenere un miglior risultato.

Health 4.0 ? Vediamo di cosa si tratta ...

Bene l' evoluzione della salute 4.0 ad oggi si fonda su questi quattro aspetti :
  • Trattamento medico classico 
  • Medicina basata sull' evidenza 
  • Focus sul paziente al centro 
  • Approccio integrato completo salutistico  il paziente 

Quest' ultimo punto mira ad avere un tipo di cura ad ampio raggio. Un coinvolgimento a campo aperto dove non solo c' è il medico specialista, ma anche il medico di medicina generale, lo staff ospedaliero, il farmacista, lo psicologo e la famiglia.
Il paziente stesso viene coinvolto come soggetto attivo, informato e con il  supporto di gruppi di cura multidisciplinari e  network territoriali.

Obiettivo?

Il fine unico è quello di migliorare la qualità di vita dei pazienti. In particolare il paziente oncologico, che anche in quest' era moderna, viene isolato e ghettizzato.
Oggi è una realtà diffusa e necessità di conforto, aiuto sociale e non di distanza.
Il paziente oncologico vive in una realtà dove l'emozioni, se ben gestite, posso avere risvolti fondamentali sull' andamento della patologia stessa. 
E' possibile ottenere grandi risultati attraverso la collaborazione multidisciplinare dei professionisti della salute e del paziente insieme alla cooperazione famigliare.
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Una marea di plastica? Guardate

Una marea di plastica? Il termine non è assolutamente metaforico, anzi purtroppo è una pura realtà. Ho realizzato questo video il 12/11/2019 dopo una mareggiata, non mi aspettavo di trovare così tanto materiale plastico! Si parla tanto di ecologia, riciclaggio e innovazione...ma personalmente non vedo nulla di tutto ciò.

Ogni secondo vengono messi in commercio nuovi smartphone, droni, auto, softwares, aerei ecc.., tanta tecnologia & evoluzione tecnica.

Per la plastica invece? Nulla...assolutamente nulla... Non riesco a credere che non ci sono novità sul confezionamento e riciclaggio. Dov'è la tecnologia in questa plasticosa storia? Dov' è l' innovazione tecnica?

Oltre a recuperare quel' infinità di plastica che affoga il nostro mondo, perchè le aziende non investono sul packaging che usiamo tutti i giorni? E perchè non si utilizza il sistema di recupero della plastica retribuito ?

Ho posto tante domande a cui dovrebbero seguire tante risposte. In questa vicenda non ci sono vincitori nè vinti ma solo sconfitti.

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Energy drinks? Rischi se usati cronicamente



di EDOARDO GIACOVAZZO - La vita frenetica e la velocità delle tele-comunicazione di oggi (social media, mail, smartphone, ecc.) ci portano inevitabilmente alla necessità di aumentare le nostre performance quotidiane.

E' ormai di grande uso e consumo utilizzare bevande energizzanti per ridurre la stanchezza e migliorare l' attenzione.

Anche se il caffè rimane una delle bevande più utilizzate, a tale scopo(soprattutto nel mondo occidentale), questi preparati energetici sono in forte crescita.

L' utilizzo cronico di queste famose bevande può avere effetti meno benefici del previsto. Anche il caffè ha delle restrizioni, infatti si consiglia una dose limite giornaliera di circa 3/4 tazze al dì.


Uno studio recente ha esaminato 38 adulti (19 donne, BMI medio 23 kg / m2, età media 22 anni) che hanno assunto energy drinks.

Hanno esaminato gli effetti cardiovascolari e metabolici degli energy drinks rispetto a un prodotto di controllo simile senza le sostanze attive.

Gli effetti di una singola somministrazione di un ED commerciale (a dosi elevate 750 ml - 1000 ml) dopo 1 ora, ha causato un aumento della PA sistolica (116,9 ± 10,4 a 120,7 ± 10,7 mmHg, media ± DS, P <0,01) e un prolungamento dell'intervallo QTc ([L' intervallo QT miocardio ventricolare depolarizzazione/ripolarizzazione] ( valori riscontrati 393,3 ± 20,6 a 400,8 ± 24,1 ms, P <0,01).

Anche la caffeina, ma non la taurina o il glucuronolattone, hanno causato un aumento della pressione arteriosa (PA) , ma nessun prolungamento del QTc.

Tutti i prodotti in studio hanno causato una diminuzione del glucosio sierico e un aumento delle concentrazioni di insulina dopo 1 ora rispetto ai valori basali.

Una singola assunzione ad alto volume (750 or 1000 mL) di un Energy Drinks ha causato alterazioni sfavorevoli di PT ,QTc e sensibilità all'insulina in soggetti giovani e sani. Questi effetti degli non possono essere facilmente attribuiti ai singoli componenti caffeina, taurina o glucuronolattone. (Energy Drinks Induce Acute Cardiovascular and Metabolic Changes Pointing to Potential Risks for Young Adults: A Randomized Controlled Trial Maryam Basrai at All , The Journal of Nutrition, Volume 149, Issue 3, March 2019, Pages 441–450)

Come tutte le cose è la quantità e la cronicità che fa la differenza, una singola lattina di un Energy Drinks non da nessun effetto patologico. L' utilizzo elevato e continuo di tali bevande sicuramente puo' avere effetti indesiderati.

Consiglio? Assumeteli Si, ma senza esagerare nelle quantità.
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Editoriale

Siamo tutti obesi? Dieta 4.0?

Si, proprio così, siamo tutti dei potenziali obesi. Se non seguiamo una dieta o un programma dietetico (da un nutrizionista o medico laure...