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Emozioni, ecologia e sharing al 'Green Blue Days'

EDOARDO GIACOVAZZO - Abbiamo trascorso una una giornata indimenticabile in catamarano durante la veleggiata del Green blue Days a Taranto. Con le nostre telecamere siamo stati ospiti del fantastico Bali 48 della Boat sharing Puglia e oltre alle belle riprese dell' evento abbiamo avuto il piacere d'intervistare Vincenzo Fanelli.
 

Cos' è il Green Blue Days?

E' un bellissimo progetto sulla sostenibilità sistemica uno speciale Talk forum strutturato in diverse giornate, in cui poter ascoltare e condividere esperienze, nuove soluzioni e studiare piani pratici per integrare la cultura del Green-Blue in ogni aspetto della vita.
Uno spin-off che vuole mettere in contatto esperti del mondo accademico, imprenditori, associazioni, enti, istituzioni, autorità e giovani in formazione.
Una nuova strada per promuovere, sviluppare e determinare, attraverso l’interazione sinergica, la ricerca, l’innovazione tecnologica, la produzione industriale ed il benessere sociale del territorio.
La natura insegna sempre, la perfezione è mutevole e continua proprio come che il vento, anche se talvolta contrario, può trasformare le nuove idee in sorprendenti pirouettes.
Aspettiamo con grande fermento il prossimo Green Blue Days 2023 a Taranto.
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Tra Perù & Giappone: nuovo ristorante Okinawasi a Bari

EDOARDO GIACOVAZZO - Oggi vi porto tra le tradizioni del Perù e del Giappone con il nuovo ristorante Okinawasi a Bari in via Nicolò Pisani, 10. Un ristorante originale con tante tipologie di piatti e drinks.
Lo chef Luis ci accompagnerà tra Lima e Tokyo con una particolare cucina fusion peruviana giapponese. Questo si riflette sul nome del ristorante: OKINAWASI dove Okina é la maschera giapponese símbolo di prosperita' e buon auspicio e wasi, parola quechua, che significa "casa".
Il logo del nostro ristorante é un chiaro simbolo della cucina fusion: la base rappresenta il símbolo del tipico pugnale peruviano (tumi), al di sopra c'è il celebre sol naciente della bandiera del Giappone e il tipico ventaglio giapponese. Luis,dopo varie tappe intermedie, da tre anni ha trovato la sua "wasi" in Puglia, ma senza dimenticare le proprie radici.
Venite a scoprire il menù con i piatti, i drinks e tutte le specialità internazionali disponibili.

Nel Video vi mostro la Poke fusion: peruvian-japanese, Tonno rosso, salmone, mango, alga goma wakame, edamame, salsa poke, salsa huancaina peruviana, tobiko verde, tobiko rosso e nero e chips di patate native peruviane.
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Apulian Experiences '22: intervista a Saverio Zagaria, direttore commerciale e socio di 'Agrimperiale Spa'

EDOARDO GIACOVAZZO - La salute passa anche attraverso i nostri alimenti quotidiani, infatti è importante utilizzare materie prime di qualità per il benessere del nostro organismo. L'ambiente in cui viviamo oggi è ormai contaminato su tantissimi livelli: aria, mare e terra. La frutta e la vedura, super consigliate da OMS nelle diete, non sono più sicure come prima su certi standard qualitativi. 

Oggi il "Vero Biologico" può soddisfare i nostri reali fabbisogni di sicurezza e valori nutrizionali. I cibi ricchi di nutrienti e vitamine completano il nostro set alimentare migliorando la nostra salute a 360°.
 
Ho avuto il piacere d' intervistare Saverio Zagaria, direttore commerciale e socio di Agrimperiale Spa, riguardo i prodotti biologici di loro produzione. Nell' intervista abbiamo affrontato diversi temi e visionato importanti novità su qualità dei loro prodotti, il packaging e i super foods. 

Qui sopra potrete guardare una realtà pugliese biologica attenta a questa tematica: Agrimperiale Conserve Vegetali e Biologiche.
Da anni sostengo il mio pensiero sul "Quality vs Quantity", dove l' ago della bilancia pende decisamente sulla qualità mangiando meno. Al termine dell' intervista ho eseguito il food testing dei vari prodotti insieme alla Dott.ssa Rosa Goffredo Agrimperiale: www.agrimperiale.it
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Apulian experiences '21: wild camp experiences


EDOARDO GIACOVAZZO -
Il contatto con la Natura è vitale per l'uomo, soprattutto in quest'epoca moderna sempre più social network e digitalizzata. È necessario ripristinare questo legame oggi più che mai. Immagino che nella vostra testa vi starete domandando: "Perché"?

Semplice... ci fa stare meglio, più in salute e, soprattutto, ci allontana dallo stress quotidiano. L'uomo moderno è ormai schiavo della tecnologia, mail e burrocrazia cartacea (ben presto sarà anche digitale) .

Quindi fuggire nella natura è un ottimo sistema per rigenerarsi. In quest' articolo vi mostro il video reportage del Wild Camp che ho organizzato con Marco Lincesso e il gruppo della Tsunami Surfing School.

Un weekend wild immersi nella natura e risalire il corso del fiume.

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Pesci e antidepressivi? Colpa del coronavirus?

EDOARDO GIACOVAZZO - Il coronavirus questa volta non c’entra niente, non è la pandemia che ha buttato giu’ il morale della nostra fauna ittica, ma altro. Il tema di quest’articolo infatti è lo sfruttamento intensivo che subiscono i nostri amici con le branchie. Come tutte le produzioni su larga scala, gli animali non hanno molti spazi vitali per vivere, dunque sopravvivono in condizioni malsane. Secondo la FAO circa il 90% dei pesci a livello mondiale è sovrasfruttato (33,1%) oppure pescato al limite della sostenibilità (59,9%). Entro il 2030 la produzione di pesce e prodotti ittici dovrebbe superare i 200 milioni di tonnellate.

Cosa c’entrano gli antidepressivi allora? L’itticoltura intensiva non ecosostenibile limita la sopravvivenza dei pesci per diverse cause: la carenza d’ossigeno, antibiotici, parassiti, batteri, sovraffollamento e lacerazioni. In queste pessime circostanze gli animali ittici iniziano a mangiare meno mangime o persino a digiunare.
L’utilizzo di antidepressivi viene introdotto per migliorare l’ umore dei poveri animali acquatici, che dopo la somministrazione riprendono a nutrirsi. I mangimi o farine di pesce sono un altro tasto dolente da trattare: gli allevatori sono costretti ad utilizzare cibo pronto nell’ itticoltura per ridurne i costi e ottimizzare la produzione. Tale argomento verrà trattato in maniera più approfondita nel prossimo articolo vista la sua grande importanza, in considerazione dell’emergenza creata dal continuo incremento della richiesta di pesce nel mondo.
Questi ambienti in cui i pesci o altre specie ittiche sono costretti a vivere sono così insani e sovrasfruttati e possiamo paragonarli a quelli in cui vivono altri animali in gabbie (es. polli); si ammalano e si trasmettono parassiti l’un l’altro, come dimostrano diversi casi di epidemie. Viste queste osservazioni le pandemie tornano più che mai in questa storia, diventando protagoniste di un mondo che deve cambiare rotta. L’unica via disponibile è solo l’ecosostenibilità!
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Bustarame nuovo alleato anti-Covid-19?

EDOARDO GIACOVAZZO - Un recente brevetto italiano ha portato in campo questo prodotto innovativo e di grande attualità: la Bustarame. E’ una carta ecologica riciclabile al 100% con alta barriera alla luce e con inedite ed elevate capacità antibatteriche (abbattimento di oltre il 99% dei batteri). Inoltre il rame è stato definito da ultimi studi scientifici “il materiale più inospitale per i coronavirus”, poiché capace di ridurne drasticamente la permanenza ed i tempi di sopravvivenza. Il 99,5% è costituita da leggera carta a basso spessore (40 gr/m2) di pura cellulosa certificata FSC e allo 0,2% di metallo di rame applicato tramite procedimento di sublimazione e nebulizzazione.

Infatti i ricercatori dell'Università di Southampton (Regno Unito), il Prof. Bill Keevil e il Dott. Jonathan Noyce, hanno testimoniato che il metallo è estremamente efficace per eliminare i virus dell'influenza e i batteri. La Bustarame è un territorio ostile, non facile per i microorganismi, tanto da diventare un potenziale alleato da impiegare in questa pandemia.

Il network delle farmacie Uniclub è stata la prima a utilizzare la Bustarame per consegnare i farmaci ai pazienti e garantire maggior sicurezza e tutela. La maggior protezione e l’ecosostenibilità sono i punti di forza di questo prodotto che spingono verso nuovi scenari di utilizzo dal campo alimentare al manifatturiero.

La vera scommessa per il nostro futuro post-pandemia si basa sull’innovazione ecologica ed enegica, tasti critici della nostra società che ha basato tutto su carburanti fossili e materiali plastici. Abbiamo una sola via d’ uscita per salvare noi e il nostro pianeta… L’inversione di marcia prima del punto del non ritorno.
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Coronavirus? La causa è il riscaldamento globale

EDOARDO GIACOVAZZO - E se la causa di questa Corona-Pandemia fosse solo la punta di un iceberg legato ai cambiamenti climatici? Se le temperature record registrate in questi anni siano dei campanelli dall’ allarme di presagi ben piu’ grandi? Che il nostro Pianeta sia in una situazione difficile è chiaro ed evidente, basta osservare lo stato delle calotte polari del nostro Pianeta… ormai in continuo scioglimento e riduzione del suo volume. La riduzione del volume dei ghiacciai sia a Nord che a Sud sta rompendo l’equilibrio naturale con notevoli ripercussioni climatiche.

Un altro dato incredibile ci arriva dal report del Wwf “Living Planet 2016”, con la collaborazione della Società Zoologica di Londra e dello Stockholm Resilience Centre, secondo il quale la fauna globale è diminuita del 58% dal 1970 al 2012.

La riduzione della fauna associata al riscaldamento globale potrebbero rappresentare una delle possibile cause legate a questa pandemia. La fauna ormai ridotta nei sui spazi vitali può innescare tra animali diversi neo-forme virali come il covid-19.

Nel 2019 la temperatura media globale è stata di 1,1° C al di sopra dei livelli preindustriali stimati, una situazione allarmante che ci spiega le calamità naturali accadute in questi anni. Non le ricordate? Cercherò di descriverle:
• Inondazioni
• Siccità
• Ondate di Calore
• Incendi
• Acidificazione dei Mari
• Cicloni Tropicali
• Riduzione della Flora e Fauna
• Tossicità dell’ Aria
• Ecc. ecc.

In questa situazione l’ umanità post- Pandemica è chiamata per dare una risposta concreta e rapida. Si deve iniziare dal packaging ecosostenibile consumabile (contenitori di bevande e alimenti), riduzione drastica dell’ inquinamento utilizzando energia pulita e sistemi avanzati per il riciclaggio dei materiali.
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