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Incendi e guerre? Segnali della Deumanizzazione


EDOARDO GIACOVAZZO
- In questi ultimi anni abbiamo assistito a segnali indelebili di una profonda crisi d'identità dell'uomo moderno. Dal Covid, incendi dolosi e non dalla California all'Australia, per poi sfociare nei missili e nelle armi delle "Nuove Guerre". La tecnologia è un'ottima cosa e ci aiuta in tantissime operazioni, ma come sempre bisogna saperla usare consapevolmente. Il rischio del malutilizzo e dell'intelligenza artificiale massiva ci può portare alla totale virtualità, disconnessione o realtà parallela. E se proprio questi disastri ambientali, epidemici e bellici siano il risultato di questa disconnessione dall'umanità?

Il punto è proprio questo: che fine ha fatto l'humanitas, tanto decantata e celebrata nella storia passata prima dell'era moderna? Sta scomparendo come una nebulosa foschia. L'oblio sorveglia le nostre menti, e le intelligenze artificiali stanno sostituendo quelle nostre reali.

Usiamo la tecnologia bene, con equilibrio, rimanendo nella realtà presente e guardando al benessere delle persone intorno a noi, perché gli altri, in realtà, siamo anche noi. Le emozioni, i desideri che vogliamo e i sogni di una vita felice sono comuni a tutti noi... L'umanità siamo noi, senza antenne e fibra ottica... ma con un cervello, organi e soprattutto cuore.

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La farmacie del futuro: tecnologia & diagnostica



EDOARDO GIACOVAZZO
- La rivoluzione del mondo delle farmacie era già iniziata con l' arrivo della pandemia Covid-19. Adesso continua sempre più rapidamente e cambia pelle. Le nuove tecnologie e AI (intelligenza artificiale) è il cardine di questo mutamento. La diagnostica in farmacia sta registrando sempre più numeri elevati con valori a doppia cifra rispetto all' anno precedente.

Ecco alcuni dati parziali da Federfama che ci indica oltre 6.500 le farmacie che, finora, hanno aderito all’accordo erogando oltre 700.000 prestazioni sanitarie nell’arco di sette anni. In particolare, nel 2021 sono state complessivamente erogate 250.946 prestazioni, in aumento del 79% rispetto al 2020 (quando ne erano state erogate 140.370).

In dettaglio, nel 2021 sono stati effettuati: 159.322 elettrocardiogrammi, 56.117 monitoraggi Holter cardiaci, 35.507 monitoraggi della pressione arteriosa nelle 24h.

I dati completi avrebbero numeri sicuramente più elevati, ma il punto è evidenziare la figura centrale delle Farmacie nella diagnostica strumentale. La lista degli esami eseguiti in farmacia si amplia sempre di più: Spirometria, Polisonnografia, Dermatologia ed altre specialità grazie a nuovi dispositivi 4.0.

Un ruolo che garantisce al cittadino prestazioni sanitarie di Telemedicina in tempo reale (teleconsulti e telerefertazioni da parte di medici specialisti) con uniformità di raccolta dei dati sanitari, di dotazione di apparecchiature elettromedicali di tipo ospedaliero, di erogazione delle prestazioni professionali specialistiche, consentendo anche l’alimentazione di un unico database condiviso, nel rispetto della normativa in materia di tutela dei dati personali.

La farmacia diventa il "trait d'union" tra il paziente ed il medico, un anello di congiunzione che completa il modello di assistenza sanitaria del futuro.
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Vuoi essere davvero figo sui social? Fai come me, diventa disinfluencer!


EDOARDO GIACOVAZZO -
La vera svolta in un mondo super connesso e conformista è esattamente il suo contrario, la disconnessione, praticamente un’inversione di rotta.

Il ruolo dell’ Influencer ha ormai stancato e intossicato i nostri stili di vita, non a caso ci sono stati anche casi di ragazzi e ragazze che, prendendo esempio o idealizzando, si sono complicati la propria esistenza (citazione).

Non è colpa degli influencer ovviamente, loro svolgono il loro lavoro o ruolo, ma il concetto è che nessuno di noi deve avere modelli da seguire.

Io sono il primo DISINFLUENCER, e attendo una scia di seguaci pronti a invertire la direzione di nessun modello prestabilito.

E’ giusto prendere esempio o spunto da altre persone, ma nella giusta misura e in un range non dannoso alla nostra salute psichica.

Nei miei social ormai il mio slogan è “DISINFLUNCER si diventa”, anche perché l’omologazione divaga su tutti gli ambiti, dalla moda, al food, ai viaggi fino alle passioni.

Esempio? Apri i social e vedi che tutti stanno a Cortina e dopo 5, 10 o 20 storie uguali ti scatta la frase in testa_ “Beh, ora vado anch’ io a Cortina, ci vanno gli Influencer e gli altri. Ci devo andare anch’ io altrimenti, non sono top!”.

Nulla di più falso! Se tutti vanno… lì sai che devi fare? Vai altrove, in un posto in cui non vanno gli altri!

Questo è un primo passo per essere un Disinfluencer: pensa solo con la tua testa.

A breve continuerò con le altre caratteristiche che un vero figo anticonformista deve avere.

Sei a Cortina o alle Maldive, ok io sono sul Pollino e… fidati, è davvero Bello qui! Non ci sono tutti!

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Cosa sono i probiotici, 'batteri buoni'


EDOARDO GIACOVAZZO - Per avere una vita più longeva è necessario seguire alcune strade ben precise, come uno stile di vita sano e un’alimentazione adeguata al nostro organismo.

Tra i vari segreti nutrizionali che possiamo aggiungere nel nostro menu quotidiano ci sono i probiotici.

Vengono comunemente chiamati “Batteri Buoni” e sono ceppi batterici ai quali viene attribuito un potenziale effetto di protezione e beneficio per l’organismo ospite.

Gli alimenti probiotici sono prodotti in cui sono state aggiunte quantità sufficientemente elevate di tali microrganismi in grado di esercitare un’azione equilibrante sulla flora intestinale.

Molte patologie intestinali sono associate a una disfunzione del nostro micro bioma enterico; infatti la presenza dei probiotici regola e controlla positivamente sia la nostra flora interna che il nostro sistema immunitario.

Diversi studi hanno evidenziato altri importanti ruoli svolti dai probiotici nel nostro organismo come: la diminuzione di colesterolo, diverticolosi, colon irritabile, infezioni e tante patologie correlate.

Tra i vari probiotici ci sono i Lactobacilli Paracasei che è un genere di batteri Gram-positivi anaerobi facoltativi con una forma bastoncellare. Convertono il lattosio e altri zuccheri in acido lattico mediante la fermentazione lattica; sono molto comuni e di solito non patogeni.

Lactobacillus Paracasei, ad esempio, è caratterizzato non solo da un’azione probiotica, ma anche da un alto grado di fermentazione nei vegetali, aderendo e colonizzando la loro superficie. Attraverso la loro assunzione, sia direttamente o che tramite alimenti, possono essere veicolati “vivi e vegeti” nell’intestino dove possono svolgere il loro ruolo.


Come dimostrato, da prove di resistenza in vitro e vivo, le colonie di lactobacilli resistono nel tratto gastro-intestinale, portando i loro benefici probiotici sulla flora intestinale.

Un'altra importante funzione riscontrata da questo “amico Paracasei ” è nei soggetti affetti da stipsi e complicanze gastro-intestinali. Uno studio condotto con i vegetali probiotici , in collaborazione con medici gastroenterologi dell’IRCCS di Castellana Grotte (BA), ha scientificamente dimostrato che i carciofi arricchiti con Lactobacilli Paracasei sono efficaci nel modulare positivamente la nostra flora intestinale e migliorare la sintomatologia della Stipsi dopo il consumo.

L' azienda Pugliese Agrimperiale , utilizzando questi studi sui probiotici, ha realizzato dei carciofi pugliesi biologici a filiera corta con lactobacilli, attraverso un procedimento brevettato del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).


Un brevetto italiano e internazionale su questo prodotto dove i probiotici (Lactobacillus Paracasei LMG-P22043) superano facilmente la barriera gastrica e arrivano vivi e attivi nell'intestino.

Questi probiotici regolano dunque il corretto equilibrio della flora intestinale e riducono la sintomatologia di patologie gastro-intestinale. La Salute non è solo seguire delle terapie, ma sopratutto avere una corretta prevenzione nutrizionale e fisica.

Fonti:
1) Immuno-modulation by heat-killed Lacticaseibacillus paracasei MCC1849 and its application to food products Hazuki Maehata at All Lactobacillus paracasei CBA L74 Metabolic Products and Fermented Milk for Infant Formula Have Anti-Inflammatory Activity on Dendritic Cells In Vitro and Protective Effects against Colitis and an Enteric Pathogen In Vivo Elena Zagato at All Published: February 10, 2014

2) (Appl Environ Microbiol. 2005 Aug; 71(8): 4233–4240. 
Study of Adhesion and Survival of Lactobacilli and Bifidobacteria on Table Olives with the Aim of Formulating a New Probiotic Food Paola Lavermicocca at All.)
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Anisakis e pesce crudo: il parassita del pesce


EDOARDO GIACOVAZZO - Oggi più che mai avere un’alimentazione sicura e di qualità è di fondamentale importanza per garantire e difendere il nostro benessere.

L’Anisakiasi/Anisakidosi è una patologia gastro-allergica (1) causata dall’ingestione di pesce crudo o poco cotto infestato da larve allo stadio L3 di Anisakis che, una volta ingerite, si incistidano nei tessuti del sistema gastroenterico, raggiungendo anche organi come milza e polmoni, e che (2) determina una sensibilizzazione a proteine-allergeni delle larve, causa di patologie allergiche. L’Anisakiasi è caratterizzata da due manifestazioni cliniche, una gastrica, che si manifesta nell’arco di 12 ore dopo l’ingestione del pesce infestato e che può risolversi con la rimozione endoscopica delle larve, ed una allergica, tardiva. I soggetti sensibilizzati dalla presenza delle larve possono sviluppare reazioni allergiche di gravità variabile come orticaria, angioedema e perfino reazioni anafilattiche. Le allergie da Anisakis possono essere contratte anche semplicemente inalando allergeni diffusi nell'aria durante la lavorazione di prodotti ittici infestati.

Le indicazioni profilattiche contro l’Anisakis mirano alla eliminazione del parassita suggerendo il congelamento di pesce e molluschi per il consumo umano alla temperatura di -35 °C per 15 ore o di -20°C per 7 giorni, o alla sua cottura a 60 °C per alcuni minuti (Regolamento CE N. 853/2004), suggerimento non sufficiente per evitare gli effetti da sensibilizzazione alle proteine del parassita.


Studi recenti hanno evidenziato la presenza di molecole termo-resistenti presenti nelle larve dell’Anisakis, responsabili delle manifestazioni allergiche (resistono anche all’azione di un microonde e sono state reperite anche in lattine commerciali di tonno sott’olio).


Considerando che la presenza delle larve di Anisakis nella parte edibile del pesce è conseguente all’ingestione di crostacei infestati da larve di Anisakis, il controllo dell’alimentazione del pesce rappresenterebbe (i) un evento importante nella profilassi contro il parassita e (ii) la disponibilità di un alimento sicuro per i soggetti sensibilizzati dagli allergeni dell’Anisakis. Tale situazione si potrebbe identificare con l’assunzione dei prodotti della piscicoltura, che attualmente coprono oltre l’80% del prodotto ittico presente sul mercato.

E’opportuno ricordare che il pesce è un carnivoro e per conservare il più possibile le caratteristiche organolettiche delle sue carni è necessaria un’alimentazione costituita da proteine animali (è stata tentata un’alimentazione con proteine vegetali aggiunte di olio di pesce senza entusiasmanti risultati). Una siffatta alimentazione si realizza tramite l’uso di farine, derivate da scarti di pesce, per lo più, prodotte nei paesi dell’America latina, nei quali il problema Anisakiasi non è particolarmente sentito.


Ho avuto il piacere di comprendere la relazione esistente fra prodotti della piscicoltura, alimentazione e pericoli derivanti dall’Anisakiasi conoscendo recenti ricerche condotte da gruppi di ricerca dell’Università degli Studi di Bari diretti dai Proff.ri Polimeno Lorenzo e De Bellis Lucantonio. Questi studi hanno, da un lato, dimostrato l’assenza delle larve L3 di Anisakis nei pesci allevati, ma hanno, purtroppo, evidenziato, nelle parti edibili degli stessi, la presenza di quelle proteine allergiche, termo-resistenti, causa prima degli effetti allergici indotti dal parassita. I pesci in oggetto erano alimentati, con farine di pesce importate da paesi del sud America.

Ciò premesso e considerata la vitale importanza dei prodotti ittici per l’alimentazione umana, l’importanza commerciale dei prodotti della pesca per una nazione come l’Italia e la necessità di prevenire le patologie alimento-scatenate, crediamo che si debbano prendere in considerazione le indicazioni che la ricerca ci offre per poter, degnamente affrontare il discorso dell’Anisakiasi.

Innanzitutto, crediamo siano necessarie più strette forme di controllo delle farine di pesce importate (lo stesso gruppo di ricerca ha messo a punto una metodologia di laboratorio in grado di evidenziare la presenza, nelle farine destinate all’alimentazione in piscicoltura, degli allergeni termo-resistenti dell’Anisakis) e che sarebbe anche opportuno che tale produzione fosse realizzata da ditte italiane più sicure e controllate (si ricorda che tale farine sono utilizzate anche per l’alimentazione del pollame, aspetto importante se si considera che sono riportati casi di allergia alle proteine dell’Anisakis in soggetti che, nella loro alimentazione, non facevano uso di prodotti ittici ma che assumevano pollame).
 
In secondo luogo, crediamo sia necessaria una più adatta campagna di sensibilizzazione e conoscenza della forma allergica dell’Anisakiasi superando le attuali indicazioni profilattiche, miranti solo alla eliminazione del parassita nei pesci infestati e non al controllo delle proteine del parassita termo-resistenti.

E’ fondamentale avere, in futuro, un maggior controllo della filiera di produzione delle farine di pesce sia a monte che a valle.

Un tale atteggiamento produrrebbe una conoscenza scientifica delle problematiche determinate dall’ingestione di pesce infestato e renderebbe possibile identificare le allergie atopiche, particolarmente presenti nei soggetti anziani, nella maggior parte dei casi, verificato con indagini molecolari, determinate dagli allergeni dell’Anisakis.
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Farmacisti i nuovi eroi: tra vaccini, tamponi e file infinite


EDOARDO GIACOVAZZO
- In questa emergenza pandemica tra limitazioni, caos e disservizi è stato necessario un maggior coinvolgimento delle farmacie. La loro presenza così capillare e diffusa ha potuto realizzare ed esaudire i compiti extra in aiuto alla popolazione.

Oltre a dare quotidianamente continuità impeccabile come polo sanitario farmaceutico, durante e dopo i lockdown, ha svolto e svolge attività cruciali per fronteggiare questa Covid-pandemia.

Tra i nuovi servizi ci sono le vaccinazioni direttamente in farmacia e le prenotazioni presso gli HUB vaccinali, i tamponi rapidi Covid-19, il rilascio di Green pass, gli screening di controllo, la logistica PHT e DPC, gli ausili per diabetici, prenotazioni sanitarie mediche specialistiche.

Parliamo di cifre: per il servizio tamponi rapidi, per esempio, in Italia in un solo giorno hanno eseguito (21/10/21 dato Federfarma) oltre un milione di tamponi, di cui 200mila sono test molecolari; dei restanti 800mila tamponi rapidi effettuati, i due terzi sono stati fatti in farmacia, mentre un terzo è stato eseguito nelle strutture pubbliche.

Nel mese di dicembre questo dato ha subito un aumento di oltre il +30% durante le festività natalizie.

Un valore notevole causato non solo per i giorni di festa del mese corrente, ma anche per l’ aumento dei casi della variante Omicron.

Nelle ultime due settimane il numero dei tamponi totali è passato da 3.750.804 del 8-14 dicembre a 5.175.977 del 22-28 dicembre (+38%), sia per l'incremento dei tamponi rapidi (+38,7%) che dei molecolari (+36,3%). (Dato Ansa)

L’aumento dei casi Covid-19 ha elevato la richiesta dei tamponi rapidi presso le farmacie, già sommerse da servizi extra, creando code interminabili di attesa in tutta Italia. Una corsa al tampone legata alla voglia di trascorrere le ultime giornate di festa in vacanza tra amici e famiglia.

Le farmacie, anche tra le file infinite e i disagi dei siti internet nazionali bloccati, sono lì ugualmente a continuare a fornire assistenza e servizi farmaceutici.

Oggi più che mai i pazienti hanno necessità di servizi sanitari tempestivi e mirati per migliorare il loro benessere, tra cui la prevenzione e la diagnostica.

Insieme ai medici, infermieri e operatori sanitari, i farmacisti completano fortemente il cerchio della sanità 4.0 che nel prossimo futuro potrà fare la differenza sulla qualità della sanità pubblica.
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Caos Covid & carenza ossigeno


EDOARDO GIACOVAZZO* -
In questa pandemia, più che mai, siamo nel marasma delle informazioni tra tv, virologi, politici, fake news, esperti e fenomeni da social media. In questa situazione chi sono le vittime? Sempre loro i cittadini che sono tra incudine martello e vivono nella totale incertezza. Premetto che non amo evidenziare e criticare nei miei articoli le situazioni in genere; prediligo infatti portare ottimismo e soluzioni in quello che scrivo, ma questa volta ho sentito il dovere di farlo. 

Comprendo anche che gestire la situazione italiana non è facile soprattutto in questa pandemia, ma si possono trovare soluzioni decisamente migliori. Ripercorriamo la situazione fin dall’ inizio, marzo 2020, dove gli stessi esperti del virus e dell’Oms avevano idee contrastanti e controverse sulle informazioni. Dubbi sull’efficacia dei guanti e delle mascherine ffp2/3 con valvola, inizialmente definite migliori, ma in seguito non idonee per l’ uso prolungato oltre le 8h. 

La storia continua con errori sui numeri dei contagi e dei colori delle regioni a tratti “cangianti” come un camaleonte, il caos dilaga immensamente invece sull’ argomento vaccinazioni. Come il caso del vaccino AstraZeneca, che è stato strumentalizzato negativamente, quando alla fine è tutto rientrato perfettamente. 

I cittadini vengono bombardati costantemente da notizie controverse, proprio come i raggi solari sui tetti delle case. Arrivano prima le notizie e successivamente le procedure, tipico dell’ “italian style” politico, quindi i cittadini sicuri delle notizie ricevute in tv o sui giornali si recano da medici e farmacisti, che ancora non hanno ricevuto né procedure organizative né quelle informatiche. 

Il risultato? Il caos. I citttadini fanno file inutili, stress e confusione che amplifica i disagi. Parliamo delle vaccinazioni? No, grazie sarebbe la risposta, ma diciamo che la situazione sta procedendo anche se a rilento soprattutto per le domiciliari. La grave carenza è l’ ossigeno che ormai raro come l’oro è introvabile. Le farmacie hanno chiesto inutilmente alle ditte produttrici di intensificare la produzione e le consegne, ma con scarsi risultati. 

La richiesta è aumentata sì, ma lasciare le farmacie prive d’ossigeno per tanti giorni è una situazione critica. La speranza è che presto i cittadini ritrovino un posto centrale in questa emergenza, e non l’ultima ruota del carro. Solo aumentando la consapevolezza delle nostre istituzioni, come in questo caso, evidenziando i disagi, possiamo aiutare a trovare nuove soluzioni e idee.

* farmacista, nutrizionista, motivatore
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Salute al tempo del Covid-19

(via fondazioneveronesi.it)
EDOARDO GIACOVAZZO - In questa pandemia globale il concetto di salute è cambiato radicalmente, modificando profondamente la nostra visione sul futuro. Il coronavirus non solo di per sè rappresenta una minaccia alla nostra vita, ma è anche un nemico per la nostra psiche. La mente ha un ruolo fondamentale nella salute, infatti in molti casi depressivi o ansiogeni le difese immunitarie posso abbassarsi drasticamente e scatenare vere e proprie patologie.

Le distanze sociali, le restrizioni, i social media, le TV, i disagi quotidiani e i continui discorsi tra le persone sulla pandemia ci portano inevitabilmente verso un baratro esistenziale. In queste circostanze la nostra mente subisce un duro colpo, lo si evince dalla mole di lavoro che stanno ricevendo gli psicologi e psichiatri da marzo del 2020 a oggi.

Mente e corpo sono in simbiosi, come un unico pezzo composto da due facce della stessa medaglia, se una cade l’ altra avrà lo stesso destino. Come fare allora a star meglio?
Sicuramente avere una sana alimentazione è fondamentale per garantire i nostri mattoni nutritivi, ma è necessario anche integrare sostanze potenziative. Spesso ai miei pazienti consiglio l’uso d’integratori alimentari come immunostimolanti, multivitaminici, depurativi, antiossidanti e bioattivatori per migliorare o bilanciare il nostro set metabolico. Inoltre è necessario aggiungere un sano allenamento per aumentare il nostro benessere e rilasciare sostanze trofiche. 

La mente gioca un ruolo principale in questa partita ed è necessario gestirla bene. Le nostre giornate devono trovare lo spazio per allontanare lo stress, i pensieri negativi e da tutto ciò che limita l'integrità della psiche. Come dico spesso: “tutelare il proprio corpo e la propria mente è come coltivare dei campi, se ne avrete cura raccoglierete i suoi frutti e le sue ricchezze”.
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Pesci e antidepressivi? Colpa del coronavirus?

EDOARDO GIACOVAZZO - Il coronavirus questa volta non c’entra niente, non è la pandemia che ha buttato giu’ il morale della nostra fauna ittica, ma altro. Il tema di quest’articolo infatti è lo sfruttamento intensivo che subiscono i nostri amici con le branchie. Come tutte le produzioni su larga scala, gli animali non hanno molti spazi vitali per vivere, dunque sopravvivono in condizioni malsane. Secondo la FAO circa il 90% dei pesci a livello mondiale è sovrasfruttato (33,1%) oppure pescato al limite della sostenibilità (59,9%). Entro il 2030 la produzione di pesce e prodotti ittici dovrebbe superare i 200 milioni di tonnellate.

Cosa c’entrano gli antidepressivi allora? L’itticoltura intensiva non ecosostenibile limita la sopravvivenza dei pesci per diverse cause: la carenza d’ossigeno, antibiotici, parassiti, batteri, sovraffollamento e lacerazioni. In queste pessime circostanze gli animali ittici iniziano a mangiare meno mangime o persino a digiunare.
L’utilizzo di antidepressivi viene introdotto per migliorare l’ umore dei poveri animali acquatici, che dopo la somministrazione riprendono a nutrirsi. I mangimi o farine di pesce sono un altro tasto dolente da trattare: gli allevatori sono costretti ad utilizzare cibo pronto nell’ itticoltura per ridurne i costi e ottimizzare la produzione. Tale argomento verrà trattato in maniera più approfondita nel prossimo articolo vista la sua grande importanza, in considerazione dell’emergenza creata dal continuo incremento della richiesta di pesce nel mondo.
Questi ambienti in cui i pesci o altre specie ittiche sono costretti a vivere sono così insani e sovrasfruttati e possiamo paragonarli a quelli in cui vivono altri animali in gabbie (es. polli); si ammalano e si trasmettono parassiti l’un l’altro, come dimostrano diversi casi di epidemie. Viste queste osservazioni le pandemie tornano più che mai in questa storia, diventando protagoniste di un mondo che deve cambiare rotta. L’unica via disponibile è solo l’ecosostenibilità!
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La guerra delle V? Virus vs vaccini


EDOARDO GIACOVAZZO -
La pandemia sta assumendo sempre di più le sembianze di una vera e propria guerra. Non ci sono carri armati nè aerei, ma ambulanze e mascherine. Le guerre portano morti e crisi economica proprio come il Covid-19. Siamo dunque in guerra? Chi sono i buoni e chi i cattivi? Sono queste le domande che ci poniamo spesso, ma risposte certe ancora non ce ne sono.

Possiamo solo comprendere lo stato attuale delle cose, analizzarlo e trovare una soluzione rapida per uscirne meno sconfitti. Nella foto vi mostro questa mia street art (non ancora terminata) che ho realizzato con delle bombolette spray, dove racconto questo scenario pandemico 2020. Ci troviamo in una scacchiera con pedoni, alfieri, re, regine, cavalli e torri… tanti pezzi diversi, ma tutti nella stessa area e con un unico scopo: sopravvivere!

La popolazione mondiale si trova in mezzo a 2 fronti, 2 fuochi:

1) Da una parte c’è il Covid-19 (o coviddi, detto ormai comunemente)
2) Dall’ altra l’Oms, la medicina e i vaccini

La vera vittima di questa storia è la gente comune... che in prima linea si trova ad affrontare la crisi e la frenesia che ne consegue. L'umanità ha sempre dimostrato la sua forza nella storia passata portando cambiamenti e rivoluzioni. Con la fine di questa triste guerra pandemica i vincitori avranno l’onore e l’onere di ricucire questa ferita, portando idee, innovazione e una civiltà più eco-sostenibile.

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Coronavirus? La causa è il riscaldamento globale

EDOARDO GIACOVAZZO - E se la causa di questa Corona-Pandemia fosse solo la punta di un iceberg legato ai cambiamenti climatici? Se le temperature record registrate in questi anni siano dei campanelli dall’ allarme di presagi ben piu’ grandi? Che il nostro Pianeta sia in una situazione difficile è chiaro ed evidente, basta osservare lo stato delle calotte polari del nostro Pianeta… ormai in continuo scioglimento e riduzione del suo volume. La riduzione del volume dei ghiacciai sia a Nord che a Sud sta rompendo l’equilibrio naturale con notevoli ripercussioni climatiche.

Un altro dato incredibile ci arriva dal report del Wwf “Living Planet 2016”, con la collaborazione della Società Zoologica di Londra e dello Stockholm Resilience Centre, secondo il quale la fauna globale è diminuita del 58% dal 1970 al 2012.

La riduzione della fauna associata al riscaldamento globale potrebbero rappresentare una delle possibile cause legate a questa pandemia. La fauna ormai ridotta nei sui spazi vitali può innescare tra animali diversi neo-forme virali come il covid-19.

Nel 2019 la temperatura media globale è stata di 1,1° C al di sopra dei livelli preindustriali stimati, una situazione allarmante che ci spiega le calamità naturali accadute in questi anni. Non le ricordate? Cercherò di descriverle:
• Inondazioni
• Siccità
• Ondate di Calore
• Incendi
• Acidificazione dei Mari
• Cicloni Tropicali
• Riduzione della Flora e Fauna
• Tossicità dell’ Aria
• Ecc. ecc.

In questa situazione l’ umanità post- Pandemica è chiamata per dare una risposta concreta e rapida. Si deve iniziare dal packaging ecosostenibile consumabile (contenitori di bevande e alimenti), riduzione drastica dell’ inquinamento utilizzando energia pulita e sistemi avanzati per il riciclaggio dei materiali.
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Pandemic life


di EDOARDO GIACOVAZZO - Il coronavirus ha segnato profondamente le nostre vite in maniera molto rapida silenziando l'intera umanità.

In questi giorni ho ricevuto chiamate e messaggi da amici in tutto il mondo che vivono anche loro nello stesso stato di panico e isolamento.

Un avvenimento globale che porta a riflettere su molti aspetti della nostra umanità e sulla nostra politica. Mai come ora ci sentiamo così uniti e vicini con l' unico scopo di ritornare alla normalità. La domanda è Tornerà tutto come prima? Cosa succederà? Saremo diversi?

I libri di storia ci insegnano che a eventi epocali seguono cambiamenti epocali, dunque differenze importanti nella nostra società. Se prima la nostra vita (in particolare in italia) era fatta di abbracci, contatti, strette di mano e visi scoperti... ora dobbiamo vivere a metri di distanza, mascherine, guanti in lattice e igienizzanti mani

Le nostre vite sono cambiate in poche settimane, anche se inizialmente sembrava l' incipit di un film di fantascienza o una serie tv di Netflix...

In realtà è successo davvero! Una vita pandemica...

Il Coronavirus ha cambiato il nostro modo di vivere sia nelle relazioni interpersonali che lavorative, siamo ora tutti in guerra e in quarantena, con protezioni per difenderci dal virus e da chi ne è infetto.

L' umanità si prepara a una nuova era, a una nuova evoluzione. L' Italia sarà una delle prima nazioni che si rialzerà più forte di prima!
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Siamo tutti obesi? Dieta 4.0?

Si, proprio così, siamo tutti dei potenziali obesi. Se non seguiamo una dieta o un programma dietetico (da un nutrizionista o medico laureato e iscritto all'ordine) sicuramente si acquista minimo 1,5 kg all'anno.

In quest'articolo ho voluto fare io a voi delle domande, proprio perchè sono convinto che è necessario fissare dei punti chiave per migliorare.

Come mai siamo tutti potenziali obesi?

Semplice, la vita di tutti i giorni, i cibi che compriamo, le festività: Natale, Pasqua, ecc. ecc... ci portano inevitabilmente a mangiare di più! Per non parlare dei compleanni matrimoni, aperitivi e battesimi.

Li avete mai contati? Quanti giorni realmente 'sgarriamo'?

Io ci ho provato con un mio paziente... Vediamo se indovinate che numero è uscito?

Su 365 giorni (anno solare) i giorni in cui potremmo trovarci a mangiare tanto e troppo sono circa:

180 giorni!!! Parliamo di un dato medio.

Praticamente circa il 65% dell' anno ci troviamo in situazioni ingrassanti?

Ci avete mai pensato?
Ci sono persone che superano questo valore tranquillamente senza accorgersene.

La verità dunque è che siamo tutti potenziali obesi! La situazione è allarmante perché si continua a dare colpa a nutrizionisti e medici, ma la verità è che non si è consapevoli.

Si continua a seguire stili di vita sbagliati, junk foods e assenza reale di macro/micro nutrienti.

Avete mai osservato i nostri anziani? Bene, voglio invitarvi a guardarli... La maggior parte sono con l'addome pronunciato, con un totale rifiuto per l'attività fisica, scarsi in vitamine e con un'alimentazione sbilanciata.

La cura farmacologica con l' aiuto del medico e del farmacista è fondamentale, ma perché non potenziarsi?

Perché non fare una dieta migliorativa ?
Perché non avere un corpo allenato e più performante ?

Perché non avere una vita potenziativa?


Per caso qualche entità ha detto che non si può? Non è scritto su nessun comandamento e libro che si deve stare peggio. Allora? Attivatevi...
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Alzheimer? No please

di EDOARDO GIACOVAZZO - Con l’invecchiamento della popolazione, la malattia di Alzheimer e le demenze sono diventate patologie rilevanti per la salute pubblica. Si stima che circa il 4,7% della popolazione anziana ne sia affetta (Istat).

Cos'è l'Alzheimer? scopriamo meglio questa patologia neurodegenerativa
Dati allarmanti per una malattia che ancora  oggi è priva di una reale cura definitiva e risolutiva.

L'Alzheimer è un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive seguito da alterazioni comportamentali, personali e affettivi della persona affetta da questa malattia.

Attualmente non si ha una conoscenza completa di questo processo degenerativo celebrale e neppure delle cause che sono multifattoriali e complementari.

L' Alzheimer è caratterizzato principalmente da alcuni elementi specifici:

- presenza nel cervello di minuscole e numerosissime placche di beta-amiloide (Aβ)
- grovigli neurofibrillari di proteina tau-iperfosforilata (p-tau)

In condizioni fisiologiche la Aβ è normalmente presente sulla MCP della cellula e la P-tau sui microtubuli ha sia una funzione stabilizzatrice del citoscheletro sia la rimozione delle sostanze citotossiche.

Nell' Alzheimer la proteina tau-iperfosforilata e la beta-amiloide sono proteine iper-espresse  pertanto il cervello non riesce più ad eliminare.

L' accumulo di queste sostanze inizia a danneggiare le cellule cerebrali anni prima della comparsa dei disturbi cognitivi. La degenerazione cellulare coinvolge inizialmente la regione dell' ippocampo a livello cerebrale, area dedicata alla memorizzazione e all'apprendimento cognitivo, inseguito il danno coinvolge l'intera area cerebrale.

The clinical use of structural MRI in Alzheimer disease, Frisoni, G. B. et al. (2010). Nature Reviews Neurology

La presenza di queste sostanze insieme ad altre porterebbe alla morte cellulare dei neuroni con rilascio di sostanze proinfiammarorie e pro-apoptotiche. Fondamentale è la diagnosi precoce di questa patologia che viene eseguita attraverso dei markers specifici.

Questi markers possono essere classificati in due grandi categorie:

Misure del deposito di Aβ nel cervello: 
  • decremento dei livelli di Aβ42 nel liquido cerebrospinale 
  • incremento dei livelli di Aβ42 nel cervello rilevati alla PET con tracciante per l’amiloide.
Misure di neurodegenerazione:
  • incremento del livello di tau-totale (t-tau) e tau-iperfosforilata (p-tau) nel liquido cerebrospinale
  • ipometabolismo misurato attraverso tomografia a emissione di positroni con fluorodesossiglucosio (FDG-PET)
  • atrofia medio-temporale rilevata tramite Risonanza magnetica strutturale (RMN).


Una scoperta tutta italiana quella pubblicata su Cell Death and Differentiation del 2 Dicembre 2019, ad opera dei ricercatori della Fondazione EBRI Rita Levi-Montalcini, mostra dei risultati importanti per la cura di questa patologia.

E' stato individuato un' anticorpo (A13) che può favorire la crescita di nuovi neuroni, grazie alla capacità di neutralizzare la proteina beta-amiloide e in generale gli A-beta oligmeri.

Vista la gravità e la diffusione di questa malattia neurodegenerativa è fondamentale prevenire e mantenere attiva la nostra mente.

(2019 Oct; 20(19): 4661.Published online 2019 Sep 20. The Role of Protein Misfolding and Tau Oligomers (TauOs) in Alzheimer’s Disease (AD) Barbara M. at All, J M SCI)

(Centroalzhaimer.org)

(Plasma amyloid and tau as dementia biomarkers in Down syndrome:Systematic review and meta‐analyses Fallah A at All dev. neurobio. 2019)
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Energy drinks? Rischi se usati cronicamente



di EDOARDO GIACOVAZZO - La vita frenetica e la velocità delle tele-comunicazione di oggi (social media, mail, smartphone, ecc.) ci portano inevitabilmente alla necessità di aumentare le nostre performance quotidiane.

E' ormai di grande uso e consumo utilizzare bevande energizzanti per ridurre la stanchezza e migliorare l' attenzione.

Anche se il caffè rimane una delle bevande più utilizzate, a tale scopo(soprattutto nel mondo occidentale), questi preparati energetici sono in forte crescita.

L' utilizzo cronico di queste famose bevande può avere effetti meno benefici del previsto. Anche il caffè ha delle restrizioni, infatti si consiglia una dose limite giornaliera di circa 3/4 tazze al dì.


Uno studio recente ha esaminato 38 adulti (19 donne, BMI medio 23 kg / m2, età media 22 anni) che hanno assunto energy drinks.

Hanno esaminato gli effetti cardiovascolari e metabolici degli energy drinks rispetto a un prodotto di controllo simile senza le sostanze attive.

Gli effetti di una singola somministrazione di un ED commerciale (a dosi elevate 750 ml - 1000 ml) dopo 1 ora, ha causato un aumento della PA sistolica (116,9 ± 10,4 a 120,7 ± 10,7 mmHg, media ± DS, P <0,01) e un prolungamento dell'intervallo QTc ([L' intervallo QT miocardio ventricolare depolarizzazione/ripolarizzazione] ( valori riscontrati 393,3 ± 20,6 a 400,8 ± 24,1 ms, P <0,01).

Anche la caffeina, ma non la taurina o il glucuronolattone, hanno causato un aumento della pressione arteriosa (PA) , ma nessun prolungamento del QTc.

Tutti i prodotti in studio hanno causato una diminuzione del glucosio sierico e un aumento delle concentrazioni di insulina dopo 1 ora rispetto ai valori basali.

Una singola assunzione ad alto volume (750 or 1000 mL) di un Energy Drinks ha causato alterazioni sfavorevoli di PT ,QTc e sensibilità all'insulina in soggetti giovani e sani. Questi effetti degli non possono essere facilmente attribuiti ai singoli componenti caffeina, taurina o glucuronolattone. (Energy Drinks Induce Acute Cardiovascular and Metabolic Changes Pointing to Potential Risks for Young Adults: A Randomized Controlled Trial Maryam Basrai at All , The Journal of Nutrition, Volume 149, Issue 3, March 2019, Pages 441–450)

Come tutte le cose è la quantità e la cronicità che fa la differenza, una singola lattina di un Energy Drinks non da nessun effetto patologico. L' utilizzo elevato e continuo di tali bevande sicuramente puo' avere effetti indesiderati.

Consiglio? Assumeteli Si, ma senza esagerare nelle quantità.
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Sei obeso? E' colpa del tuo cervello


Sì, è colpa del nostro cervello se siamo in sovrappeso, o meglio siamo noi che abbiamo permesso questo cambiamento. Siete diventati obesi, aspettatevi che anche la vostra mente è diventata grassa!

Una persona con un peso elevato ha innescato delle modifiche anche sul proprio cervello variando alcune sue caratteristiche.

Studi di neuroimaging su individui obesi hanno rivelato alterazioni nella ricompensa / motivazione, controllo esecutivo / autoregolazione e circuiti limbici / affettivi che sono implicati nella dipendenza da cibo e droghe. Tale via riguarda anche il famoso Shell Neuronale. Infatti nei vari sistemi neuronali coinvolti si osservano diverse alterazioni tra cui quello dell’ amigdala.Studi psicofisici mostrano maggior proprietà sensoriali di alcuni alimenti che potrebbero aumentare i valori antropometrici e neurocognitivi pro-obesità. Si sono individuate alterazioni degli organi di senso (gusto, olfatto, vista, ecc..) con maggior incidenza sul peso corporeo. Un vero e proprio cambiamento citoarchitettonico settato su un plus dell’ introito calorico. Una vera e propria trasformazione con un maggior focus per stimolare l’appetito. [1]

La maggior parte degli studi pubblicati si è concentrata sul gusto del dolce, seguito dal gusto grasso e umami. Tali studi hanno mostrato una variazione sull’introito calorico e sui condizionamenti delle sensazioni gustative verso una modificazione plastica d' attivazione cerebrale associato all'appetito.

Come è possibile osservare queste modificazioni? 

La risonanza magnetica funzionale, (RMF o fMRI Functional Magnetic Resonance Imaging), è una tecnica di imaging biomedico per valutare la funzionalità di un organo o un apparato. Con questa tecninca di imaging abbiamo maggiori informazioni rispetto a un semplice esame morfologico (ad esempio imaging metabolico, sanguigno, etc) .

Il neuroimaging è una tipologia di risonanza magnetica funzionale che analizza il metabolismo celebrale emodinamico (le variazioni di consumo di ossigeno del parenchima e dei capillari).

L’ emoglobina ha diverse caratteristiche a seconda se è o meno ossigenata. Paramagnetica in assenza di O2 e diamagnetica in presenza di O2, grazie a questa differenza è possibile utilizzare il Blood Oxygenation Level Dependent (BOLD) . la variazione dei valori di BOLD ci permettono di capire le diverse funzionalità celebrali.

Fig 1 Neuroimaging celebrale

Possiamo osservare dalla figura 1 le  diverse aree cerebrali che vengono attivate come risposte edoniche allo zucchero nell'obesità. In condizioni di obesità vengono alterate probabilmente gli stimoli e i processi degli organi sensoriali, stimolando l’ appetito. [1]


Altri studi hanno mostrato invece le risposte ai  GRASSI…

L'amigdala, nucleo neuronale responsabile della nostra sopravvivenza,  in condizioni di obesità viene attenuata dopo un pasto ricco di grassi rispetto all'assunzione di acqua.

Ciò suggerisce che la sazietà che deriva da un  pasto ricco di grassi riduce la risposta alla ricompensa del grasso. Recenti studi di neuroimaging su volontari sani hanno studiato la risposta del cervello agli stimoli grassi. Diversi studi hanno scoperto che la somministrazione orale di grasso attivava il  BOLD (sangue-ossigeno-dipendente) nella corteccia gustativa secondaria.

Tuttavia, rispetto allo zucchero, il grasso può influire in modo diverso sulle regioni di ricompensa del cervello. Ad esempio un alto contenuto di grassi, rispetto ai frappè ricchi di zuccheri, ha suscitato maggiori risposte ai GRASSI in regioni caudate e somatosensoriali, ma nessun cambiamento insulare bilaterale significativo.

Basandoci su questi risultati, sembra che il grasso o i cibi che lo contengono possono influenzare i circuiti di ricompensa del cervello in modo diverso rispetto allo zucchero. [2] [3] 

L’ aumento alterato della percezione del sale può essere un fattore di rischio o un risultato dell'obesità, poiché una percezione alterata del gusto salino è stata riportata in alcuni individui obesi da alcuni ricercatori.[4]

Dunque riducendo il nostro peso e modificando il nostro life style sicuramente possiamo ritrasformare questi sistemi neuronali invertendo la rotta verso un miglioramento neurofisiologico.

Come dico sempre: Essere in Forma E' un Dovere... E' un Impegno!

[1]Brain Imaging of Taste Perception in Obesity: a Review Christopher Kure Liu at Al Curr Nutr Rep. 2019; 8(2): 108–119.
[2]rabenhorst F, Rolls ET, Parris BA, d'Souza AA. How the brain represents the reward value of fat in the mouth. Cereb Cortex. 2010;20(5):1082–1091 
[3]Tzieropoulos H, Rytz A, Hudry J, le Coutre J. Dietary fat induces sustained reward response in the human brain without primary taste cortex discrimination. Front Hum Neurosci. 2013;7:36.
[4]Rocchini AP, Key J, Bondie D, Chico R, Moorehead C, Katch V, Martin M. The effect of weight loss on the sensitivity of blood pressure to sodium in obese adolescents. N Engl J Med. 1989;321(9):580–585.

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MySalute.it al 45° Festival della Valle d'Itria

di EDOARDO GIACOVAZZO - È stata un'emozione unica vivere la prima della 45a edizione del Festival della Valle d’Itria nel Palazzo Ducale di Martina Franca.

In scena il capolavoro di Domenico Cimarosa 'Il matrimonio segreto'. Il maestro d' orchestra ha diretto divinamente l'opera. A fare da guida il direttore musicale del Festival Fabio Luisi insieme ad uno dei grandi maestri del teatro italiano, Pier Luigi Pizzi.


'Il Matrimonio Segreto' (in scena per la prima volta nel 1792) è stato rappresentato in chiave moderna. Costumi e arredi contemporanei hanno caratterizzato lo spettacolo.

Dalle immagini è possibile osservare un palco davvero ultra moderno e innovativo. Un'originale veste per uno spettacolo ideato nel 1792, ma legato alla tradizione dell' opera originale stessa.

Ascoltare la voce soave dei cantanti, la musica dell'orchestra all'interno del Palazzo Ducale di Martina Franca, è stato davvero magico. Un trait d'union incredibile che ha trasmesso al pubblico delle emozioni uniche e indimenticabili.

La grande novità è il progetto itinerante "Opera in Masseria" in cinque spazi diversi del territorio proposta dal Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria, in collaborazione con i diversi comuni sedi delle masserie: Del Duca di Crispiano (21 luglio), Belvedere di Mottola (23 luglio), Palesi (25 luglio) e San Michele (1 agosto) a Martina Franca, Casina Vitale di Ceglie Messapica (27 luglio).

E' di sicuro un grande onore poter ospitare tanti artisti nella nostra bella Valle D'Itria, all' interno di strutture storiche stupende .

Vivere il festival della Valle d'Itria è un viaggio ricco di emozioni, musica e cultura immerso nei colori white & grey di trulli, masserie e palazzi. Come ogni anno ci sono tanti ospiti e artisti nazionali e internazionali che onorano questo famoso festival pugliese.
Tutti i biglietti sono acquistabili via internet a questo link:
 https://www.festivaldellavalleditria.it/biglietteria

Oppure è possibile acquistarli direttamente in biglietteria in Piazza Roma a Martina Franca.






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Dieta & allenamento in estate? Si o no?


Viste le vostre numerose richieste a questa domanda, ho deciso di rispondere con quest’ articolo.

L’ estate è da sempre un momento, nell’immaginario collettivo, di pausa sia lavorativa che sportiva.

Quindi è una pausa necessaria legata ad un’ anno o quasi di reale lavoro e attività fisica costante.

Fatta questa premessa, Posso iniziare a rispondere alla vostra bella domanda ….

Fare la Dieta e L’ allenamento in Estate … Si* o No* ? Pausa o non Pausa ?

La mia risposta sarà “SI*” se siamo stati incostanti/saltuari e sbilanciati su alimentazione e sport. Se non avete ancora iniziato nulla di tutto questo… Peggio ancora! 

Dovete iniziare subito senza aspettare la fine dell’ estate, ma dovete rimboccarvi le maniche e iniziare un programma ad hoc.


L’ estate invece è un periodo ottimo per fare dieta & attività fisica, proprio per le sue caratteristiche :
  • -CLIMA CALDO
  • -MINOR APPETITO
  • -MAGGIOR IDRATAZIONE
  • -MAGGIOR SUDORAZIONE
  • -BELLE GIORNATE
  • -GIORNATE PIU’ LUNGHE
DUNQUE… COSA ASPETTATE?  INIZIATE SUBITO... POTETE RICHIEDERE AL VOSTRO NUTRIZIONISTA (ISCRITTO ALL' ALBO) E AL VOSTRO PERSONAL TRAINER ( QUALIFICATO) UN PROGRAMMA SPECIFICO DI SUPPORTO.


La mia risposta INVECE sarà “NO*” se  avete Seguito (come da premessa) un lavoro costante e adeguato durante l’anno. Ricordiamoci che l’ estate dura poco in realtà meno di 3 mesi, quindi è una breve pausa che deve essere bilanciata comunque. 

Non deve essere un capodanno o una pasqua quotidiana, dobbiamo riposare il corpo, ma non mangiare tutto cio’ che ci capita davanti senza sosta. Dopo un anno di allenamento e dieta possiamo concederci qualche “EXTRA” in più, ma sempre tutto sotto controllo.


Ci potrebbe essere anche una (3) Terza risposta possibile (Se notate bene su entrambe le parole si e no ho messo un asterisco*) che prevede un ibrido un SI/NO.

Un mix di pausa e dieta/allenamento legato a situazioni borderline. Casi in cui si necessita una situazione alternata o di micropausa.

Ricordiamoci che i programmi devono essere personalizzati e seguire obiettivi specifici per arrivare a un risultato concreto.
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Dieta senza allenamento? Si o no?

Il sogno di tutti è sempre stato quello di perdere peso senza muovere un dito. Una classica immagine mentale in cui ci vediamo stesi su un divano belli comodi mentre si guarda un film o una serie tv e il nostro corpo magicamente senza sforzo inizia a perdere peso.

Puo’ realmente essere possibile? Senza attività fisica si può perdere peso? Queste domande trovano risposta, ma è necessario affiancare dati scientifici e la realtà dei fatti non la fantasia.
Perdere peso senza attività fisica è possibile, riducendo la quantità di cibo introdotta quotidianamente nel nostro organismo. Sembra apparentemente molto facile, ma fidatevi non è cosi!

Le dinamiche del dimagrimento* bilanciato sono molto complesse e personalizzate, con tante variabili multifattoriali.

Quindi l’allenamento serve ? I miei pazienti conoscono bene il mio pensiero… la mia risposta è assolutamente SI! L’allenamento serve eccome!
Perdere peso senza attività fisica può rappresentare SOLO alcune fasi della nostra dieta, ma non l’unico metodo di dimagrimento. Inoltre la nostra società tecnologica attuale ci spinge verso una riduzione dei movimenti e dell’attività fisica.

Lo dico sempre nei miei articoli… I nostri muscoli sono un patrimonio da preservare e custodire con cura!
Abbiamo allora tantissimi motivi utili per fare attività fisica, stimolando l’ ipertrofia della nostra muscolatura.

Abbinate al vostro programma dietetico (realizzato da Biologi Nutrizionisti o Medici dietologi iscritti all'ordine di competenza) un programma d’allenamento specifico realizzato su misura per nostro obiettivo da un PT (Personal trainer) qualificato.

Viviamo una volta sola, quindi dobbiamo salvaguardare il nostro corpo a favore dei nostri amici muscoli. Sono loro il nostro motore, il nostro sostegno e il nostro tesoro in età avanzata.
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I muscoli sono tuoi alleati importanti: perchè?

Risultati immagini per muscolo scheletrico
(Fig.1)
La struttura di un muscolo osservata al microscopio elettronico ha un conformazione molto particolare e complessa.

Se osserviamo meglio la foto (Figura 1) la struttura muscolare è composta da tanti fasci costituiti al loro interno da filamenti denominati fasci muscolari. Ognuna di esse è strutturata da ulteriori unità funzionali filamentose chiamate miofibrille.

Delle specifiche guaine avvolgono le singole miofibrille circondate da vasi sanguigni, terminazioni nervose e tutte le componenti funzionali necessarie al corretto turn over metabolico/ funzionale.

La singola Miofibrilla si presenta come una sequenza specifica ripetuta con differenti bande chiaro/scure.

Tecnicamente denominate :
  • Dischi Z
  • Banda A
  • Banda H
  • BANDA I
In quest’ articolo non parleremo di contrazione muscolare ( nei prossimi articoli approfondiremo questo argomento) , ma su quanto è importante preservare la corretta contrazione muscolare attraversa una nutrizione specifica e bilanciata.

La perdita di massa e forza muscolare scheletrica è diventata di recente un tema di ricerca a caldo con l'estensione della durata della vita e uno stile di vita sempre più sedentario nella società moderna.
Il mantenimento della massa muscolare scheletrica è considerato un determinante essenziale della forza e della funzione muscolare soprattutto in dopo i 35 anni in poi!
Le Miochine sono citochine sintetizzate e rilasciate dai miociti durante le contrazioni muscolari.

Sono implicati nella regolazione autocrina del metabolismo nel muscolo e nella regolazione paracrina / endocrina di altri tessuti e organi tra cui il tessuto adiposo, il fegato e il cervello attraverso i loro recettori.

Oltre 600 miochine sono state scoperte attraverso l'analisi del mezzo di coltura dei miociti umani.

I muscoli scheletrici sono uno dei tessuti più dinamici coinvolti nella contrazione volontaria secondo il comando Comprendono circa il 40% del peso corporeo totale (Frontera e Ochala, 2015, Noto e Edens, 2018).

Le miochine sono citochine o peptidi sintetizzati e rilasciati dai miociti nel tessuto muscolare in risposta alle contrazioni muscolari (Pedersen et al., 2007).

L'atrofia dei muscoli scheletrici ,sia dovuto all’ invecchiamento che in ambito patologico funzional, ha un importanza fondamentale a causa dell'aumento della popolazione anziana, la cachessia derivata da malattia e gli incidenti. Tuttavia, non esiste un trattamento specifico per l'atrofia muscolare.

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Figura 2

Le miochine potrebbero giocare un ruolo centrale sul muscolo, anche se per la maggior parte di esse non si conoscono ancora a sufficienza le attività biologiche e funzionali.

Solo poche miochine sono state caratterizzate in maniera restrittiva (Figura 2) e sono state identificate le loro potenziali vie di segnalazione, implicate nella proliferazione, differenziazione e crescita delle cellule muscolari al fine di mantenere la massa muscolare, la forza muscolare e la funzione (Figura 3). E’ necessario capire meglio il loro preciso ruolo e funzione sui muscoli scheletrici in condizioni fisiologiche e fisiopatologiche normali.


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Figura 3

Un ruolo fondamentale è svolto dalle proteine, che devono essere assunte secondo i fabbisogni specifici del soggetto. Sopratutto i pazienti anziani devono necessariamente avere un adeguato apporto proteico.

Nell'esercizio fisico consiglio l' assunzione anche di proteine isolate per migliorare l'apporto di tale nutriente.

Secondo uno studio recente (Lindsay S. Macnaughton at Al *) la quantità attualmente accettata di proteine ​​necessarie per ottenere la massima stimolazione della sintesi proteica miofibrillare (MPS) dopo l'esercizio di resistenza è di 20-25 g.

Tuttavia, l'influenza della massa corporea magra (LBM) sulla risposta di MPS all'ingestione di proteine ​​non è ancora certa. Lindasay at al hanno valutato l'influenza della LBM, sia totale che quantitativa durante l'esercizio fisico, sulla massima risposta di MPS all'ingestione di 20 o 40 g di proteine ​​del siero di latte dopo un esercizio di resistenza total body.
I nostri dati indicano che l'ingestione di proteine ​​del siero di latte da 40 g in seguito all'esercizio di resistenza total body stimola una risposta MPS maggiore di 20 g in uomini giovani con resistenza fisica.

*(“The response of muscle protein synthesis following whole‐body resistance exercise is greater following 40 g than 20 g of ingested whey protein” Physiol Rep. 2016)

Mantenere i livelli di nutrienti adeguati ha un ruolo fondamentale nella costruzione e nel mantenimento muscolare... L' allenamento e la nutrizione devono seguire un programma adeguato cucito sulle esigenze personali : Età, Obiettivo, Genetica, Metabolico, Allenamento ecc...

Come dico sempre io: essere in forma è un dovere... è un impegno!
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