Attenti a quel bicchiere? Vediamo perchè...

  • By Giornale di Puglia
  • a febbraio 07, 2019 -
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di EDOARDO GIACOVAZZO - Volevo parlare di un  caro amico della nostra tavola: l'alcol.
Esso sia direttamente che indirettamente e’ sempre presente nelle nostre vite, spesso anche come protagonista.

I dati  ci confermano che nel 2017 il 65,4 per cento della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. E' in aumento la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (dal 38,9 per cento del 2007 al 44 per cento del 2017) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 25,6 per cento del 2007 al 29,2 per cento del 2017), mentre la percentuale dei consumatori giornalieri di alcol è in diminuzione, circa 21,4 per cento, rispetto a dieci anni prima (29,3 per cento nel 2007) (dati Istat).

Secondo la rivista Lancet l’alcol non da reali benefici alla nostra salute. Nella meta- analisi pubblicata ad agosto 2018 spiega le ragioni di questa affermazione.

Personalmente volevo portare alla vostra attenzione questo argomento, ma  tranquilli con questo non voglio dire che non dovete bere piu’ bevande alcoliche, ma lo scopo di questo post è di sensibilizzarvi aumentando la consapevolezza e limitando l’uso di questa sostanza. Ricordiamoci che vivere una vita sana e felice e’ la nostra priorità, l'importante e’ non vivere nell'eccesso!

Analizziamo alcuni studi:

L'uso di alcol è un importante fattore di rischio per diverse malattie e provoca una sostanziale perdita di salute. Essi hanno osservato che il rischio di  mortalità aumenta con l'aumentare dei livelli di consumo di questa sostanza. se invece tale  consumo si  riduce al minimo la perdita di salute è pari a zero. (Lancet  articles| volume 392, issue 10152, p1015-1035, september 22, 2018 alcohol use and burden for 195 countries and territories, 1990–2016: A systematic analysis for the global burden of disease study 2016)

IN una meta analisi ha utilizzato circa 700 dati sul consumo di alcol personale e della popolazione, insieme a circa 600 studi sul rischio del consumo di alcolici. La bevanda standard, definita come 10gr di alcol etilico puro, e’ stata valutata con i decessi attribuiti all'alcol e il daly (una misura della gravità globale di una malattia, espressa come il numero di anni persi a causa della malattia, per disabilità o per morte prematura).

Questi risultati ci  suggeriscono  maggior attenzione alle politiche di controllo di tale sostanza, che  dovrebbero essere riviste in tutto il mondo, focalizzando gli sforzi sulla  riduzione  del consumo globale di alcol.

I piu’ grandi utilizzatori sono  quelli di età compresa tra i 15 e i 49 anni, per i quali la classifica degli alcolici è la principale causa di daly. In questa popolazione, l'uso di alcol è stato il principale fattore di rischio a livello mondiale nel 2016, con il 3,8% (3 • 2-4 • 3) di decessi femminili e il 12,2% (10 • 8-13,6) di decessi maschili attribuibili all'uso di alcol. (Lancet volume 392, issue 10152, p987-988, september 22, 2018 No level of alcohol consumption improves health)

Conosciamo meglio cosa e’ l'alcol e come e’ composto:

etilico, alcol alcol alifatico primario, c2h5oh, detto anche etanolo.
 
si ottiene industrialmente dai  processi di fermentazione alcolica di soluzioni zuccherine o per via sintetica. Si possono impiegare prodotti contenenti zuccheri fermentescibili o materiali contenenti sostanze capaci di fornire materie prime per la preparazione di soluzioni zuccherine. Possiamo suddividere questi prodotti  in 2 gruppi: al primo appartengono le barbabietole, la canna da zucchero, vari tipi di frutta dolce ecc.; al secondo le materie amidacee, come patate, cereali, e i materiali cellulosici, cioè legno e residui delle lavorazioni agricole (fonte Treccani).

E' un alcol con elevato contenuto energetico (7 kcal/g), valore intermedio tra quello dei glucidi e dei lipidi, ma a differenza di questi ultimi non viene accumulato e viene eliminato attraverso le urine e l’aria espirata o viene metabolizzato.

E' una molecola che non viene riconosciuta dal nostro organismo nè come substrato energetico nè come precursore metabolico, dunque come tale viene identificata come elemento di scarto. L’etanolo viene assorbito dall’intestino per diffusione passiva, una piccola percentuale di etanolo ingerito (0-5%) entra nelle cellule della mucosa gastrica del primo tratto gastrointestinale (lingua, bocca, esofago e stomaco) dove viene metabolizzato.

Dopo circa mezz’ora la restante parte entra nel sangue e l’85-98% viene metabolizzato nel fegato. solo il 2-10% viene escreto attraverso polmoni e reni.

Viene completamente ossidato nell’organismo, tuttavia non fornisce energia per il lavoro muscolare; esso è molto usato in medicina e in chirurgia come antisettico e per preparare numerose tinture, lozioni e pozioni. La prima tappa del metabolismo dell’alcol è la sua ossidazione ad acetaldeide.

Che danni causa l'eccesso di etanolo?

Vi consiglio un corretto uso delle dosi delle vostre bevande alcoliche, limitando gli eccessi.

Nel prossimo post parlero’ di un argomento interessante collegato a questo articolo: l'alcol fa ingrassare?

Come dico sempre : essere in forma e’ un dovere …e’ un impegno !

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